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New York sta lentamente affondando: 29.000 edifici sono ora a rischio

Pubblicato 16/09/2025 às 21:51
Aggiornato 16/09/2025 às 21:55
Uno studio rivela che 29 edifici si trovano in aree ad alto rischio, mentre le principali città degli Stati Uniti affondano silenziosamente.
Uno studio rivela che 29 edifici si trovano in aree ad alto rischio, mentre le principali città degli Stati Uniti affondano silenziosamente.
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Uno studio mostra un cedimento accelerato in 25 delle 28 città più grandi, con tassi fino a 5 millimetri all'anno e rischi crescenti

Uno studio pubblicato sulla rivista Anticipi Scienza ha rivelato che le più grandi città degli Stati Uniti stanno sprofondando. Il fenomeno non è nuovo, ma recenti dati satellitari mostrano che si sta verificando più rapidamente e su una scala più ampia di quanto gli esperti immaginassero.

I ricercatori della Columbia University e del Virginia Tech hanno analizzato 28 centri urbani e hanno scoperto che il terreno si sta abbassando costantemente. Questo cambiamento rimodella l'ambiente urbano in modi quasi invisibili ma potenzialmente pericolosi.

Utilizzando la tecnologia radar satellitare, gli scienziati hanno confrontato le immagini nel tempo e misurato il movimento verticale del terreno con precisione millimetrica.

I risultati sono preoccupanti: in 25 città almeno due terzi dell'area urbana stanno sprofondando.

In luoghi come Houston, la situazione è ancora più allarmante. Quasi metà della città sprofonda di oltre cinque millimetri all'anno. In un'area su dieci, il tasso è ancora più rapido, mettendo a rischio interi quartieri.

I ricercatori hanno identificato la causa principale del fenomeno: l'estrazione delle acque sotterranee. Quando le falde acquifere si esauriscono, il terreno sovrastante si comprime e sprofonda.

Leonard Ohenhen, autore principale dello studio, ha affermato che le città si espandono su aree già soggette a cedimenti. Secondo lui, questo può generare sollecitazioni che superano i limiti di sicurezza delle infrastrutture.

New York sta lentamente cedendo il passo

La situazione a New York segue un andamento diverso, ma altrettanto preoccupante. La città sta sprofondando da anni, ma nuovi dati provenienti da NASA, della Rutgers University e del JPL-Caltech, mostrano che il 98% del suo territorio subisce un certo grado di subsidenza.

Il tasso medio registrato è di 1,6 millimetri all'anno, equivalente alla crescita delle unghie dei piedi. Sebbene possa sembrare basso, il numero dimostra che il processo è costante e diffuso.

Utilizzando i dati ad alta risoluzione dei satelliti Sentinel-1, i ricercatori hanno mappato l'intera area metropolitana. Hanno scoperto che alcune regioni stanno affondando più velocemente, come la pista 13/31 dell'aeroporto LaGuardia, che si abbassa di 3,7 millimetri all'anno.

L'Arthur Ashe Stadium, sede degli US Open, registra tassi ancora più elevati: 4,6 millimetri all'anno. Questo ha contribuito a spiegare la necessità di un tetto leggero e retrattile per proteggere la struttura.

Molte di queste aree sono state costruite su ex discariche. Questo tipo di terreno è più comprimibile del substrato roccioso naturale, accelerandone la compattazione sotto il peso di infrastrutture pesanti.

Questo processo aumenta il rischio di inondazioni e danni strutturali agli edifici, alle strade e ai ponti della città. Sebbene il cedimento sia impercettibile, è diffuso in tutta la metropoli.

29 edifici a rischio in tutto il Paese

Lo studio ha rilevato che oltre 29.000 edifici nelle 28 città analizzate si trovano in zone ad alto o altissimo rischio. Le conseguenze possono includere strade dissestate, ponti rotti e edifici che si spostano sul terreno.

Senza misure preventive, i danni possono moltiplicarsi. I ricercatori sostengono che mappe dettagliate dei cedimenti possono contribuire a orientare politiche e decisioni di sviluppo urbano più efficaci.

Le città potrebbero dover rivedere i regolamenti edilizi e investire in sistemi di drenaggio delle acque piovane più efficienti. Potrebbero anche dover gestire meglio l'uso delle acque sotterranee per ridurre la pressione sulle falde acquifere.

Nelle zone più vulnerabili, i lavori di rialzo del terreno o le soluzioni infrastrutturali verdi possono rallentare i danni causati dal continuo cedimento del terreno.

Ohenhen ha avvertito che il problema è destinato a peggiorare nei prossimi anni. Secondo lui, sebbene il processo sia lento e silenzioso, il suolo sotto le città americane è tutt'altro che stabile.

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Fabio Lucas Carvalho

Giornalista specializzato in un'ampia varietà di argomenti, tra cui automobili, tecnologia, politica, industria navale, geopolitica, energie rinnovabili ed economia. Lavoro dal 2015 con pubblicazioni di rilievo sui principali portali di informazione. La mia laurea in Gestione delle Tecnologie dell'Informazione presso la Facoltà di Petrolina (Facape) aggiunge una prospettiva tecnica unica alle mie analisi e ai miei reportage. Con oltre 10 articoli pubblicati su riviste rinomate, mi impegno sempre a fornire ai lettori informazioni dettagliate e approfondimenti pertinenti.

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