Le strutture sotterranee tornano ad essere centrali nella strategia militare del Paese, che si affida alla tecnologia e al pragmatismo per affrontare le minacce moderne.
La Svizzera ha deciso riattivare 8 bunker Basi militari sparse in tutto il paese, costruite tra la Prima Guerra Mondiale e la fine della Guerra Fredda. L'obiettivo è rafforzare la difesa nazionale di fronte alle nuove tensioni geopolitiche in Europa, senza abbandonare la tradizionale posizione di neutralità.
Queste strutture facevano parte del "Ridotto Nazionale", una rete di protezione progettata per garantire il controllo delle vie strategiche nelle Alpi. Dopo decenni di inutilizzo, i bunker sono ora in fase di rivalutazione per ospitare tecnologie moderne e fungono da centri di comando, depositi e rifugi tattici.
Dal formaggio alla guerra: la reinvenzione dei bunker svizzeri

Durante gli anni '1990 e 2000, molti i bunker furono dismessi e venduti per usi civili, trasformandosi in cantine vinicole, hotel e persino data center come lo "Swiss Fort Knox". Tuttavia, nel 2023, l'esercito svizzero ha sospeso tutte le vendite e ha avviato un piano per modernizzare le strutture.
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Esiste ancora: le famiglie vivono in campagna con poca dipendenza dal denaro e ricavano quasi tutto il loro cibo dalla terra stessa, lontane dal caos della grande città.
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La fine della professione del muratore: il Brasile si trova ad affrontare una crescente carenza di manodopera nel settore edile, i giovani abbandonano i cantieri, i professionisti invecchiano e il settore mette in guardia dal rischio di una mancanza di lavoratori per costruire case, edifici e infrastrutture nei prossimi anni.
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L'Etiopia ha abbandonato la piantumazione di alberi nel deserto e ha fatto questo: ha scavato 20 trincee, creato 3,8 milioni di micro-bacini e 439 km di muri in pietra, raccolto 1,7 milioni di m³ di pioggia all'anno e ripristinato 23 ettari di foresta.
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L'arrivo dell'incredibile "macchina perforatrice" che nessuno aveva mai visto a San Paolo: un gigante di 2.600 tonnellate, lungo 133 metri e con un diametro di 11 metri, è arrivato smontato dalla Cina, ha attraversato gli oceani e ora scaverà 7 km di gallerie sulla linea 2-verde della metropolitana.
Secondo il capo dell'esercito, Thomas Süssli, “la natura delle minacce è cambiata”, e la decisione mira ad adattare i bunker alle esigenze di un nuovo scenario militare. Molte delle sedi saranno trasformate in “nodi di difesa difficili da attaccare”, con ridotta presenza di personale, sensori autonomi e bassi costi operativi.
L’innovazione e la preparazione civile fanno parte del piano

Per modernizzare il bunker, il governo ha invitato startup, università e aziende tecnologiche a proporre soluzioni. Un evento chiamato “Giornata dell’innovazione” si terrà a settembre e la partecipazione sarà aperta al pubblico e agli esperti della difesa.
Oltre alla funzione militare, alcuni rifugi civili sono già in fase di adattamento per ospitare temporaneamente i rifugiati, integrando le politiche di resilienza civile. In Svizzera, il servizio militare è obbligatorio e il paese ha un modello di esercito di milizia, con riservisti ben addestrati che possono essere impiegati fino all'età di 35 anni.
Durante la Guerra Fredda, si stimava che 2 milioni di svizzeri erano in grado e armati, con accesso ad armi ed equipaggiamento immagazzinati in patria. Oggi, nonostante ulteriori restrizioni, il sistema di prontezza rimane in vigore, comprese le munizioni immagazzinate presso punti di distribuzione rapida.
La filosofia della neutralità armata continua a vivere

Os Anche i bunker svizzeri sono stati riforniti con rifornimenti dalle stesse catene di supermercati, che scambiavano periodicamente le scorte per mantenere aggiornate le scorte di cibo e medicinali. La logica rimane: "La neutralità richiede forza", afferma un motto ampiamente accettato nel paese.
La Svizzera continua a investire in armi di alta qualità, con una propria industria di difesa, e mantiene una truppa piccola ma altamente preparata. La riattivazione di bunker rappresenta un ritorno al pragmatismo: aggiornare il vecchio per proteggere il futuro.
Ritieni che la strategia di riattivazione dei bunker possa essere efficace in tempi di guerra moderna? O questo modello è già obsoleto? Condividi la tua opinione nei commenti.

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