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Rio de Janeiro subisce un'altra sconfitta presso la Corte Suprema Federale e non può ancora riscuotere l'ICMS (imposta sui beni e servizi) sul petrolio estratto dalle sue piattaforme.

Pubblicato 07/10/2025 às 10:05
La Corte Suprema Federale (STF) ha confermato il divieto imposto a Rio de Janeiro di imporre imposte all'ICMS sul petrolio, respingendo la richiesta dell'Alerj (Autorità di Rio de Janeiro) e ribadendo che solo gli stati consumatori hanno diritto alla tassazione, lasciando ai produttori un risarcimento tramite royalties.
La Corte Suprema Federale (STF) ha confermato il divieto imposto a Rio de Janeiro di imporre imposte all'ICMS sul petrolio, respingendo la richiesta dell'Alerj (Autorità di Rio de Janeiro) e ribadendo che solo gli stati consumatori hanno diritto alla tassazione, lasciando ai produttori un risarcimento tramite royalties.
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La Corte Suprema Federale ha respinto all'unanimità la richiesta di Alerj di autorizzare la riscossione dell'ICMS sul petrolio, confermando che la tassa viene riscossa solo allo stato di consumo e non al momento dell'estrazione, mantenendo la perdita di entrate di miliardi di dollari per Rio de Janeiro.

Secondo il portale evocare, la Corte Suprema Federale (STF) ha deciso all'unanimità che lo stato di Rio de Janeiro rimane impedito di caricare ICMS sul petrolio estratto sulle sue piattaforme, respingendo la richiesta presentata da Assemblea legislativa dello Stato (Alerj)La decisione ribadisce che non vi è alcuna incidenza fiscale nella fase di estrazione, poiché il petrolio greggio non è considerato una merce in circolazione.

Il processo rappresenta un'altra sconfitta per il governo di Rio de Janeiro, che ha cercato di recuperare parte delle entrate perse con l' Emendamento costituzionale 33/2001, responsabile della creazione che il L'ICMS sui carburanti derivati ​​dal petrolio deve essere pagato nello stato di consumo, e non in quello originale.

STF rafforza la comprensione che l'estrazione non è la circolazione dei beni

Il voto del relatore, ministro Cassio Nunes Marchesi, è stato seguito da tutti i ministri della Corte. Ha sottolineato che l'estrazione di petrolio non costituisce un'operazione commerciale, in quanto non vi è alcun trasferimento di proprietà o circolazione economica dei beni.

Il relatore ha citato precedenti della stessa STF, tra cui la sentenza di ADI5.481, che aveva già consolidato questa comprensione.

Secondo Nunes Marques, la Costituzione è chiara nel prevedere che L'ICMS è un'imposta applicata alla circolazione di beni e servizie non sull'esplorazione o l'estrazione di risorse naturali.

Il ministro ha inoltre sottolineato che il modello costituzionale prevede meccanismi di compensazione specifici agli stati produttori, come royalties e partecipazioni speciali, proprio per bilanciare le perdite di fatturato.

Le argomentazioni di Alerj e l'impatto economico sullo Stato

Nella richiesta presentata alla Corte Suprema, l' Allerj ha sostenuto che il cambiamento promosso dall'emendamento costituzionale 33/2001 ha generato squilibrio finanziario per Rio de Janeiro, uno dei maggiori produttori di petrolio del paese.

Lo Stato ha sostenuto che dovrebbe avere il diritto di tassare parte dell'estrazione, poiché le attività di esplorazione si svolgono nel suo territorio e comportano costi ambientali e infrastrutturali.

La Corte, tuttavia, ha sostenuto l'interpretazione secondo cui l'emendamento costituzionale non ha rimosso l'autonomia degli stati, ma solo definito in quale unità federativa deve essere riscossa l'imposta.

Pertanto, la tassazione resta a carico degli stati che consumano derivati ​​del petrolio, come San Paolo, Minas Gerais e Bahia.

Per il governo di Rio de Janeiro la decisione rappresenta un'altra perdita di entrate di un miliardo di dollari, che si aggiunge alla già nota dipendenza di royalties petrolifere.

Gli esperti valutano l'impossibilità di raccogliere ICMS durante l'estrazione limita la capacità fiscale di Rio e ne rafforza la vulnerabilità alle fluttuazioni del prezzo del barile e alla produzione offshore.

Le royalties e le partecipazioni speciali continuano a essere considerate come compenso

La STF ha sottolineato che il royalties e come apparizioni speciali sono gli strumenti costituzionali di compensazione destinati agli stati produttori di petrolio.

Questi trasferimenti rappresentano un modo per ridistribuire i profitti derivanti dall'esplorazione, tenendo conto degli impatti ambientali e sociali causati dall'attività.

Secondo il ministro relatore, il sistema attuale mira a preservare l'equilibrio federativo, garantendo che gli stati produttori ricevano risorse anche senza applicare la tassa.

«La Costituzione ha delineato un modello di condivisione che sostituisce la tassazione diretta con una compensazione tramite royalties», ha sottolineato Kassio Nunes Marques.

Tuttavia, l'argomento continua ad essere motivo di insoddisfazione tra gli stati produttori, che sostengono che i trasferimenti non sono sufficienti a compensare le perdite fiscali e i costi locali dell'esplorazione petrolifera.

L'intesa di STF si consolida e pone fine al nuovo tentativo di Alerj

Con questa decisione la Corte Suprema pone fine all'ennesimo tentativo di Rio de Janeiro di invertire la comprensione giuridica sull'argomento, ribadendo l'impossibilità di riscuotere il ICMS sul petrolio nella fase di estrazione.

La Plenaria ha seguito la stessa linea delle sentenze precedenti, consolidando la posizione della Corte e creando sicurezza giuridica per il settore energetico e gli stati consumatori.

Per i ministri, consentire agli stati produttori di riscuotere la tassa aprirebbe margine di doppia imposizione e creerebbe squilibri nella catena di approvvigionamento nazionale, con un impatto diretto sui prezzi del carburante.

La decisione di STF mantiene il modello di raccolta corrente ICMS sul petrolio, che avvantaggia gli stati consumatori e lascia i produttori dipendenti da royalties e partecipazioni speciali.

Il risultato rafforza la tensione tra autonomia fiscale e di equilibrio federativo, soprattutto per Rio de Janeiro, la cui economia è fortemente legata al settore petrolifero e del gas.

Sei tu, Ritieni che Rio de Janeiro dovrebbe avere il diritto di addebitare all'ICMS il costo del petrolio estratto o che l'attuale sistema di compensazione sia sufficiente? Credi che questo influisca sulla giustizia fiscale tra gli Stati? Lasciate la vostra opinione nei commenti; ci piacerebbe sentire il parere di chiunque segua da vicino l'impatto di questa situazione di stallo sul mercato energetico.

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Maria Heloisa Barbosa Borges

Parlo di edilizia, estrazione mineraria, miniere brasiliane, petrolio e grandi progetti ferroviari e di ingegneria civile. Scrivo quotidianamente informazioni interessanti sul mercato brasiliano.

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