Gli Stati Uniti fanno un passo indietro per ristabilire i legami con Pechino e dare impulso ai negoziati con Xi Jinping.
Gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni sulle esportazioni di tecnologia verso la Cina il 28 luglio 2025. Le informazioni provengono da Financial Times.
La misura mira a rafforzare un nuovo accordo commerciale tra i due Paesi. Cerca inoltre di garantire un incontro tra Donald Trump e Xi Jinping più avanti quest'anno.
Inoltre, negli ultimi mesi il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha ricevuto l'ordine di attenuare le misure contro il settore tecnologico cinese.
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Questo segna un cambio di posizione. In precedenza, Trump aveva bloccato le spedizioni di chip Nvidia al mercato cinese.
Dopo i colloqui con il CEO di Nvidia Jensen Huang, Trump ha deciso di rilasciare il esportazione del chip H20.
Il team ha progettato questo componente specificamente per il mercato cinese. L'amministrazione Biden aveva posto il veto alla vendita.
L'annuncio coincide anche con i negoziati che riguardano minerali strategici, tra cui terre rare e magneti, come affermato dal Segretario al Commercio Howard Lutnick.
Ripresa della tregua tariffaria di 90 giorni in un nuovo incontro internazionale
I due Paesi hanno rinnovato la tregua tariffaria per altri 90 giorni. La decisione è stata riportata dal South China Morning Post il 27 luglio.
L'estensione precede il terzo round di negoziati commerciali, che si terrà il 28 luglio a Stoccolma, Svezia.
Secondo fonti ascoltate dal giornale, i paesi si sono impegnati a evitare nuove tariffe e a non intensificare la guerra commerciale con altri mezzi.
Durante l'incontro, la delegazione cinese ha fatto pressione sugli Stati Uniti per l'imposizione di dazi sul fentanyl. Il farmaco è al centro di una controversia tariffaria dal marzo 2025.
All'epoca, Trump aveva imposto un dazio aggiuntivo del 20% sui prodotti cinesi, sostenendo che la Cina non fosse riuscita a contrastare il traffico di questa sostanza.
Il governo cinese ha segnalato che potrebbe accettare una tariffa base del 10% su tutte le importazioni, a condizione che vengano eliminate le tasse aggiuntive.
Questa proposta apre la strada a un accordo più duraturo nelle prossime settimane. La misura potrebbe allentare le tensioni commerciali.
Gli esperti americani mettono in guardia dai rischi strategici
Nonostante l'allentamento delle tensioni, gli esperti di sicurezza statunitensi hanno duramente criticato la decisione di Trump.
Secondo Financial Times, almeno 20 esperti ed ex dipendenti hanno firmato una lettera aperta il 28 luglio 2025.
Tra loro c'è Matt Pottinger, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Tutti hanno espresso preoccupazione per la revoca delle restrizioni.
Nella lettera si avvertiva che la revoca delle sanzioni avrebbe potuto mettere a repentaglio la leadership americana nell'intelligenza artificiale e nella difesa militare.
Per i firmatari, la ritirata rappresenta un errore strategico. Indebolisce il vantaggio tecnologico americano nel medio e lungo termine.
Nonostante ciò, il governo sostiene che il provvedimento mira a sbloccare i negoziati su input cruciali per l'industria globale.
La guerra tariffaria ha preso slancio tra aprile e maggio 2025
Il conflitto tariffario tra Cina e Stati Uniti si è intensificato nell'aprile 2025. Trump ha aumentato i dazi sui prodotti cinesi dal 20% al 34%.
In risposta, la Cina ha imposto lo stesso dazio sui prodotti americani. La controversia si è rapidamente intensificata nel giro di pochi giorni.
Trump ha minacciato di aumentare i dazi al 104% se la Cina non avesse fatto marcia indietro entro l'8 aprile. Tuttavia, la Cina ha risposto il giorno successivo.
Il governo cinese ha aumentato i dazi all'84%. Trump li ha poi aumentati fino a un totale del 125%.
Il 10 aprile, la Casa Bianca ha spiegato che l'aliquota fiscale totale ha raggiunto il 145%. Questo equivale a un'aliquota del 125% più un 20% già esistente.
L'11 aprile la Cina ha seguito la stessa misura, imponendo anch'essa tariffe del 125% sulle importazioni dagli Stati Uniti.
Trump ha annunciato una sospensione dei dazi per 180 paesi. Tuttavia, ha mantenuto la Cina come eccezione, aumentando le tensioni.
L'accordo temporaneo potrebbe essere scosso da nuove accuse
Il 12 maggio 2025, i paesi hanno finalmente raggiunto un accordo di sospensione temporanea. Inoltre, i dazi statunitensi sono scesi dal 145% ad appena il 30%.
Nel frattempo, i dazi cinesi sui prodotti statunitensi sono stati ridotti dal 125% al 10%. Tuttavia, la tregua è stata di breve durata.
Il 26 maggio Trump ha pubblicato sul suo social network Truth Social che la Cina avrebbe violato completamente l'accordo.
Poco dopo, l'ambasciata cinese a Washington ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, confutando fermamente le accuse dell'ex presidente degli Stati Uniti.
Il portavoce Liu Pengyu, a sua volta, ha chiesto la fine delle "restrizioni discriminatorie". Ha inoltre chiesto che il consenso negoziale sia pienamente mantenuto.
Come ha affermato lui stesso, i negoziati economici e commerciali sono proseguiti in vari consessi, sia bilaterali che multilaterali.
Nonostante le battute d'arresto e i discorsi conciliatori, la tensione tra Stati Uniti e Cina resta fonte di preoccupazione globale.

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